Pensione anticipata: conviene aderire a quota 100?

Pensione anticipata e quota 100
Pensione anticipata e quota 100

Pensione anticipata e Quota 100: Conviene anticipare l’uscita dal lavoro? Quali potrebbero essere delle soluzioni alternative?

Pensione anticipata: quota 100 da la possibilità, ma non l’obbligo, di uscire prima dal mondo del lavoro per il lavoratore che, sommando gli anni anagrafici e quelli lavorativi, raggiunge la somma di cento anni.

I lavoratori che decidono di usufruire di questa opzione hanno imparato a proprie spese cosa comporterebbe l’adesione alla legge. Sono state fatte molte simulazioni molte tra le quali bocciano questa opzione per i lavoratori con stipendi medio bassi. Stiamo parlando di lavoratori che percepiscono stipendi netti massimi di 2000 € ovvero della maggioranza dei lavoratori dipendenti.

Quota 100 conviene? Facciamo una simulazione…

La perdita si traduce in cifre molto alte spesso incompatibili con un tenore di vita sufficiente.  Un lavoratore che guadagna 2000 € netti al mese, quindi una cifra neppure così comune tra i lavoratori dipendenti, con 36 anni di anzianità, se scegliesse quota cento percepirebbe una pensione di 1244 € al mese. Il vantaggio risiede nel fatto che uscirebbe dal lavoro a 62 anni e 3 mesi piuttosto che con 67 anni e 7 mesi con la legge Fornero. 

I fattori che dovrebbero essere messi sul piatto della bilancia sono però non solo economici. La qualità della vita, lo stress da lavoro correlato, ulteriori altre entrate finanziarie e così via.

Ricordiamo che il metodo con cui vanno in pensione ora i lavoratori è per lo più misto – ovvero metodo retributivo fino al 1996 e metodo contributivo dopo quella data – quindi i calcoli attuali devono tenere conto questa variabile. I lavoratori più giovani, e per giovani includiamo anche i cinquantenni, dovrebbero valutare seriamente di aderire in massa alla previdenza integrativa proprio per avere una ulteriore ‘stampella’ in modo da avere un’altra fonte di reddito utile a ridurre almeno parzialmente il gap che si creerà rispetto all’ultimo stipendio.

Per avere alcune idee su come aumentare le fonti di reddito sin da ora si rimanda la lettura a questi link.

-Come evitare spese inutili e risparmiare

-Cosa è il network marketing

I vari legislatori che si stanno alternando non stanno affrontando il tema in modo concreto. Ovvero, non è né con le politiche di austerità che vedono il lavoratore sul posto fino a età immorali – sessantasette anni sono una quota esageratamente alta per una persona che potrebbe avere lavorato ben oltre i 45 anni – né con quota cento che nei fatti sono adatte solo a lavoratori che hanno stipendi molto più alti.

Lo stesso Governo ci informa che quota cento verrà richiesto da quasi 130.000 persone. Meno, molto meno, delle ipotesi del legislatore. Questo è un bene per le casse dello Stato che si ritrova un piccolo gruzzolo da poter utilizzare in altre manovre.

Quale potrebbe essere un sistema efficace per aiutare i lavoratori in vista della pensione?

Solo una vera politica sui costi del lavoro, solo una vera politica di aiuto al sud sotto forma di sgravi alle industrie, immaginiamo l’industria del turismo, delle infrastrutture che latitano da anni, potrebbe favorire le entrate delle casse dell’INPS e aiutare sia i giovani che potranno lavorare che i più anziani che potranno lasciare il lavoro e godersi una pensione adeguata ai lunghi sacrifici fatti per decenni.