Riforma Pensioni: come si andrà in pensione dal 2022

La Riforma Pensioni è tra le riforme che i lavoratori italiani attendono da tempo. L’attuale Governo italiano guidato da Mario Draghi, dovrà vedersela anche con una delle questioni più difficili da risolvere: a fine 2021 si vedrà conclusa la parentesi Quota 100. Dal prossimo anno pertanto si tornerà ad andare in pensione dopo i 67anni. Vediamo tutte le novità al riguardo.
Riforma Pensioni
Riforma Pensioni

Riforma pensioni sempre più al centro dell’attenzione di milioni di lavoratori italiani. Brutta notizia per chi non avrà modo di andare in pensione entro il 2021 a 62 anni, avendo maturato 38 anni di contribuzione. A partire dal prossimo anno per poter usufruire del trattamento pensionistico toccherà aggiungere 5 anni di lavoro. Dover andare in pensione a 67 anni non è affatto una bella notizia. Un duro colpo per chi già vedeva i suoi strumenti di lavoro, prossimi ad essere appesi ad un chiodo. Un punto decisamente a sfavore dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, che vedono allontanarsi il ricambio generazionale sui posti di lavoro.

In definitiva chi soffierà su 62 candeline a partire dal prossimo gennaio 2022, con accantonati 38 anni di contribuzione, in assenza di una riforma pensionistica, dovrà attendere ancora 5 anni per richiedere la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi, o attendere la pensione di vecchiaia a 67 anni e 9 mesi nel 2029.

I lavoratori attendono con molta ansia una riforma in merito, ma a quanto pare al momento la situazione economica non consente di apportare sostanziali modifiche, al sistema pensionistico italiano.

Riforma pensioni: le spese non previste dal Governo hanno inciso sulle possibili riforme?

Con l’emergenza Covid-19 l’Italia, come tutto il resto del mondo, si è trovata ad affrontare una situazione che si è abbattuta sull’economia come una tempesta. Il 2020 si è chiuso per il Governo con 100 miliardi di euro spesi a sostenere i vari decreti che andavano a supportare le famiglie e le aziende cadute in difficoltà economica a causa della pandemia. Se ne deduce quindi che ulteriori risorse economiche da destinare alle pensioni, siano difficili da reperire, al momento. Anche se attraverso una mirata riforma del sistema fiscale italiano, potrebbero essere ricavati nuovi fondi.

Riforma delle pensioni: quali potrebbero essere le possibili ipotesi di riforma?

Si stanno formulando varie ipotesi che vadano a riformare il sistema pensionistico come ad esempio:

  • Quota 92: tale proposta sarebbe dedicata ai lavoratori che svolgono lavori usuranti. Potrebbero andare in pensione con un minimo di 30 anni di contribuzione, a 62 anni
  • Quota 102: questa opzione mantiene i 64 anni di età e 38 anni di contribuzione
  • Quota 41: formula pensionistica da destinarsi a tutti i lavoratori che raggiungano i 41 anni di contributi versati

Riforma pensioni: chi può beneficiare dello scivolo a 60 anni?

Fortunatamente c’è una buona notizia per coloro che fino al 2023 potranno beneficiare dello scivolo di 7 anni per andare in pensione anticipata. Per questi lavoratori sarà evitata la soglia maggiorata di 5 anni che si concretizzerà nel 2022, che consente di andare in pensione a 67 anni. Dunque con la prestazione di accompagnamento alla pensione (Isopensione o scivolo) interesserà quei lavoratori che nel trienni0 2021/2023 compiono 60/61 anni nel caso in cui si vuole accedere alla pensione di anzianità; oppure interesserà i lavoratori che nello stesso triennio vanno a raggiungere la soglia contributiva di 35/36 anni per accede alla pensione anticipata. A completamento della quota dei contributi necessari, sarà possibile utilizzare anche i contributi maturati all’estero sia nei Paesi legati da convenzioni con l’Italia, sia in quelli che adottano un regime pensionistico regolamentato dall’unione europea (Paesi SEE, Stati UE,e Svizzera).

Pensione anticipata: come funziona e a quanto ammonta?

Possono beneficiarne i lavoratori che faranno fronte a tutti i requisiti necessari, evitando l’innalzamento dell’età pensionabile che passa dal 2022 a 67 anni. Anche la classe dirigente potrà sfruttare tale opzione Ecco i requisiti:

  • Aziende: lo scivolo si applica alle Aziende con oltre 15 dipendenti
  • Sindacati: in caso di un accordo sindacale che preveda ristrutturazione aziendale con possibilità di esodo anticipato dei lavoratori
  • Contratto di lavoro: per poter accedere allo scivolo pensionistico il lavoratore dovrà essere assunto con un contratto a tempo indeterminato

L’importo della pensione anticipata, corrisponde a quanto il lavoratore andrebbe a percepire alla prevista entrata in pensione senza lo sfruttamento dello scivolo. Da tale importo resta esclusa però la quota della contribuzione correlata che il datore di lavoro si impegna a versare comunque per il periodo di 7 anni. Saranno 13 le mensilità percepite attraverso riscossione agli Uffici Postali o sul proprio Conto Corrente Bancario. La tassazione risulta essere in linea con le aliquote Irpef. E’ bene tenere conto che in questo lasso di tempo non è contemplato l’assegno familiare, e non è prevista la reversibilità.