ETF diversificazione: come diversificare e ridurre il rischio

ETF diversificazione è la parola d’ordine per molti investitori che ritengono opportuno operare in tal senso, per mettere al riparo quanto operato. Si parla di probabilità alla base del rischio. Vediamo come arginare ciò che potrebbe accadere.
ETF diversificazione
ETF diversificazione

ETF diversificazione – Sappiamo bene che operando in termini di diversificazione del proprio portafoglio ETF si andrà a ridurre l’incidenza del rischio non prevedibile. Anche se il mondo della finanza è composto da grafici, dati, tabelle, percentuali e un’infinità di fattori, ci sarà sempre quell’elemento che sfuggirà ad ogni controllo creando così il fattore rischio.

Come diversificare e ridurre il rischio con gli ETF

A detta degli investitori più navigati, non è mai cosa buona operare investimenti in singole azioni quando queste vedono salire rapidamente il loro valore. È bene tenere a mente che le rapide ascese in campo azionario, il più delle volte celano una probabilità di rischio molto elevato.

Bisogna costantemente tenere a mente che il rischio va distribuito e mai concentrato. In merito agli ETF possiamo quindi andare ad operare evitando di andare a concentrare gli investimenti verso un’unica classe di attività.

Infatti sarà altamente improbabile riuscire a prevedere in ogni momento l’andamento di una classe, definendo la propria performance costantemente. La regola della diversificazione può essere tradotta anche in una serie di regole matematiche che si basano sul rendimento atteso, e sulla volatilità del paniere.

Il fine ultimo è quello di riuscire ad ottenere l’ottimizzazione del rapporto costo-beneficio, in ogni investimento messo in atto.

Potremmo dire la diversificazione ottimale si muove in due direzioni: all’interno di classi di attività, e attraverso classi di attività.

ETF diversificazione all’interno di classi di attività

Una regola non scritta ci ricorda che al fine di ridurre al minimo i rischi nel nostro portafoglio fino a farli praticamente azzerare, dovrebbe presentare una suddivisione in 30 titoli come minimo. Pertanto avremo degli ETF ben diversificati andando a presentare indici composti da oltre 30 componenti.

Il passo successivo sarebbe poi di vedere gli ETF ulteriormente ripartiti in differenti macro aree settoriali e geografiche. Quindi l’ottimizzazione della regola vuole essere quella di non concentrarsi su un unico mercato (ad esempio il mercato italiano), ma guardare ai mercati internazionali. Inoltre anche andare a diversificare l’interesse non fermandosi ad un solo settore, è sempre un atteggiamento che porta a ridurre l’incidenza del rischio.

ETF diversificazione attraverso classi di attività

Ben conosciamo della simbiosi che vige tra mercati i azionari e l’economia. Nel momento in cui i mercati vanno in salita, stiamo pure certi che si sta vivendo un periodo di crescita economica. Da evidenziare che in tale contesto gli afflussi di capitale indirizzati verso obbligazioni sicure, sono di bassa rilevanza.

L’esperienza inoltre ci ricorda che quando si assiste ad una riduzione di capitale in una qualsiasi attività, quasi certamente lo vedremo aumentare, in un’altra classe. Si potrebbe riassumere il concetto che la diversificazione, in combinazione con l’asset allocation, è il porto sicuro del nostro portafoglio al riparo delle turbolenze dei mercati.

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