Ribilanciamento Portafoglio ETF: cos’è e come farlo

Il ribilanciamento Portafoglio ETF è un buon comportamento da mantenere in sede azionaria per trarre maggior profitto. Vediamo come funziona.
Ribilanciamento Portafoglio ETF
Ribilanciamento Portafoglio ETF

Il ribilanciamento Portafoglio ETF permette di poter tenere sotto controllo il livello di rischio degli investimenti operati. Tale atteggiamento finanziario è meglio conosciuto come ritorno verso la media. In alcuni casi avviene in maniera quasi automatica e intuitiva, in altri c’è tutta una strategia di mercato da mettere in campo per ottenere il massimo rendimento, dagli investimenti attuati.

Che cos’è il ribilanciamento Portafoglio ETF?

Chi opera nel settore degli investimenti finanziari ha bene in mente la teoria del ritorno verso la media: i prezzi azionari fanno ritorno la loro media o valore medio, ciclicamente. A quanto pare è stato riscontrato ad esempio che i titoli azionari europei hanno un ritorno alla media pari al 5% annuo.

È facilmente intuibile quindi che nel momento in cui si stia verificando una situazione di performance sopra la media, assisteremo inevitabilmente ad una performance al di sotto della media a cui siamo abituati. Tale periodo riporterà quindi i valori delle azioni in oggetto, verso un valore di media fair value.

Lo stesso fenomeno viene osservato in modalità invertita. Ossia: nel momento in cui un titolo sta attraversando un periodo in cui il suo valore è votato al di sotto della sua media, in automatico gli investitori hanno ben chiara la previsione. Tale titolo sarà destinato ad una risalita fisiologica, riportando i valori nella sua media.

Si rischia però di cadere in comportamenti errati per gli investitori che tendendo a limitare il rischio, con conseguente riduzione del rendimento. Nella ricerca di voler individuare il market-timing, molto di frequente ci si dirige verso il lato errato del ritorno verso la media. Si acquistano azioni dopo che il prezzo è stato abbondantemente aumentato, per poi vendere cercando di limitare il danno, nel momento di recessione. Questo comportamento mette a rischio il patrimonio, inutilmente. Acquistare a prezzi elevati e vendere a prezzi bassi, non è mai una buona mossa.

Con il ribilanciamento portafoglio ETF ad esempio, si mette in pratica una tecnica che prende in considerazione anche questi errori. In pratica si manifesta quando vengono poste in vendita le nostre azioni del paniere in cui operiamo, che stanno registrando una performance al di sopra della media, andando ad acquistare quelle che invece al momento risultano essere al di sotto della loro performance attuale.

Operando in tal senso quindi, si andrà sempre ad acquistare azioni (o ETF) ad un prezzo di oggettivamente basso, andando a vendere quelle a prezzo relativamente più alto. In poche parole si acquista a prezzi bassi e si rivende a prezzi alti.

Il ribilanciamento del flusso di cassa

Ove possibile si può operare con un nuovo apporto di capitale. Invece di vendere gli ETF si potranno apporre nuovi capitali verso attività meno valutate, per ottenere l’asset allocation del nostro portafoglio.

Ribilanciamento annuale ETF

È forse il metodo più pratico e fattibile che consente di stare alla langa da ribilanciamenti eccessivi, nel nostro paniere. Lo svantaggio però va individuato sulle tempistiche molto allungate, che possono essere soggette a volatilità con le variazioni di mercato.

Ribilanciamento soglia ETF

Questa metodologia di ribilanciamento risulta essere piò affinato, e richiede un maggior impegno di gestione.

Si stratta di impostare delle soglie ad un livello strategico: ad esempio per quanto riguarda gli ETF l’azionario USA versus l’azionario italiano versus i mercati emergenti. Da tenere presente le conseguenza fiscali derivanti da portafogli molto ampi.

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