PIL Confindustria: pessimismo sul primo trimestre del 2021

I numeri del primo trimestre 2021 non sono molto positivi, nonostante il settore della produzione industriale stia reggendo, le prospettive non sono le migliori.

I numeri del primo trimestre 2021 non sono molto positivi come si sperava, nonostante il settore della produzione industriale stia reggendo, le prospettive non sono le migliori.  Si teme che i dati potrebbero essere peggiori rispetto al 2020.

Il pil italiano potrebbe subire una contrazione del dato a causa di un crollo dei servizi e della tenuta della produzione industriale subita nella prima parte dell’anno.  Si tratterebbe infatti di una primo status rilevato in questi giorni dal Centro Studi di Confidustria. Ovviamente il dato deve essere tracciato e confermato dall’Istat.

Secondo Confidustria, a subire maggiore impatto è il mercato del turismo, che essendo fermo impatta negativamente su tutta l’itera filiera del turismo.

 

Confidustria preoccupata per il PIL italiano.

Secondo alcuni esperti, la tenuta della produzione industriale non sarebbe sufficiente per migliorare il dato relativo al PIL italiano, nonostante abbia subito un aumento della domanda da parte dei paesi esteri.

Il settore secondario conterebbe infatti un +1% per quanto concerne la voce relativa alle attività ma, il settore del turismo sta subendo un grave impatto che potrebbe influire negativamente sul dato del PIL italiano. Il turismo è da oltre un anno che ha subito un grave impatto economico per colpa della pandemia e purtroppo non si vedono ancora spiragli di luce.

Nonostante la campagna vaccinale stia, man mano , prendendo sempre più piede,  ad oggi non si è  ancora in grado di pianificare le riaperture dei locali e del turismo e questo potrebbe essere un problema per la nostra economia.

Le iniziali stime di crescita per l’Italia tracciate dall’OCSE, +4,1%, dall’FMI, +4,25%, dovrebbero purtroppo essere riviste in quanto non si era tenuto in considerazione le problematiche sulle forniture dei vaccini da parte delle case farmaceutiche e i vari ping pong tra Roma e Bruxelles.

 

Stringency index: il dato all’84,5 punti

La principale stato di apprensione da parte degli industriali è relativo al ritardo nelle vaccinazioni che possa costringere il Presidente del Consiglio Draghi a portare avanti le attuali restrizioni gravando ulteriormente tutto il tessuto economico del paese.

Il dato relativo allo stringency Index è a quoata 84,3 punti dato leggermente inferiore confrontato con quello dello scorso anno che c’era in essere un lockdown totale di tutta la nazione.