Pensioni, Sostegni Bis: novità e contratto di espansione

Pensioni: ecco in arrivo grazie al decreto Sostegni bis, novità per coloro che sono in procinto di lasciare il loro percorso lavorativo. Vediamo le novità in arrivo tra vantaggi e svantaggi
PENSIONI
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Le pensioni sono sempre tra gli argomenti di maggiore interesse in questo periodo, da parte del Governo Draghi. Ultimamente si sono rincorse voci su delle possibili modifiche al contratto di espansione, come pure quelle riguardanti uno scivolo pensionistico di 5 anni. Nella Legge di Bilancio 2021 è stato incluso il comma 1-bis all’articolo 41 del decreto legislativo del 14 settembre 2015, n. 148. Il decreto Sostegni bis è andato ad attuare delle modifiche, proprio quel comma. Ecco dunque i cambiamenti apportati in merito pensionistico, e quanto si andrebbe a perdere con l’applicazione delle nuove normative, in merito alle pensioni.

Pensioni, Sostegni bis: novità e contratto di espansione

Ecco le novità annunciate nel nuovo decreto Sostegni bis. Il contratto di espansione vede il coinvolgimento anche da parte delle aziende con almeno 100 dipendenti. La soglia della Legge di Bilancio arriva a 250 dipendenti, e 500 a 100 dipendenti. In tal modo s’intende dare un aiuto a tutte quelle società che dovranno fare i conti con lo sblocco dei licenziamenti.

Oggi con le novità introdotte tutto viene riportato a 100. Pertanto un lavoratore che sia nella condizione di attesa dell’entrata della pensione a 60 mesi (pari a 5 anni di lavoro), potrà ottenere lo scivolo della pensione anticipata, o di vecchiaia.

Il contratto di espansione prima della riformulazione da parte del Governo Draghi, è stato d’aiuto nelle aziende con almeno 250 dipendenti. In questo caso è stato possibile accedere ad uno scivolo pensionistico, con dei determinati requisiti.

Inoltre ad oggi le aziende con almeno 500 dipendenti, hanno avviato riorganizzazioni, facendo ricorso alla cassa integrazione straordinaria. È stato inoltre permesso l’accesso a tali aziende, alla riduzione dell’orario di lavoro, nella misura del 30%.

Contratto di espansione, a quanto ammonta il taglio pensionistico

Alla luce delle anticipazioni che sono state evidenziate in merito alle nuove modifiche apportate al decreto Sostegni bis, andare in pensione con il contratto di espansione, includerà un sicuro svantaggio per i lavoratori. Infatti ogni lavoratore si vedrà ridotta di media la propria pensione di vecchiaia mensilmente, di una quota pari all’8.5%.

La perdita netta media per il segmento retributivo dai €30mila ai €50mila, in base all’ultima mensilità sarà pari a:

  • Per ogni anno di anticipo dell’entrata in pensione, pari a €50
  • Una perdita del 16% netto, per ogni anno di anticipo
  • Una perdita del 27% netto per coloro che sono a 5 anni dall’entrata effettiva della pensione

Volendo avere un quadro dettagliato della situazione, si può indicare che per chi intende uscire in anticipo dal mondo del lavoro, tramite il contratto di espansione la perdita economica viene così ripartita:

  • €120 nel caso di retribuzione lorda annua pari a €30 mila
  • €139 nel caso di retribuzione lorda annua pari a €35 mila
  • €145 nel caso di retribuzione lorda annua pari a €40 mila
  • €158 nel caso di retribuzione lorda annua pari a €45 mila
  • €168 nel caso di retribuzione lorda annua pari a €50 mila

È bene precisare inoltre che la perdita economica del lavoratore, varia se si andrà in pensione a 1 o a 5 anni dal raggiungimento dei requisiti necessari per il conseguimento della pensione di vecchiaia:

  • Con €30 mila di retribuzione annua lorda  la perdita è  dai €40 ai €160
  • Con €40 mila di retribuzione annua lorda  la perdita è  dai €60 ai €180
  • Con €50 mila di retribuzione annua lorda  la perdita è  dai €100 ai €210