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Gestione del rischio: come fare con i titoli volatili

Gestione del rischio: come fare con i titoli volatili

Con l’avvento di Internet, bastano pochi minuti per far aumentare o far perdere di valore a un titolo. Ecco come difendersi con un’adeguata gestione del rischio.

Gestione del rischio: come fare con i titoli volatili
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Con l’avvento di Internet, bastano pochi minuti per far aumentare o far perdere di valore a un titolo. Ecco come difendersi con un’adeguata gestione del rischio.

La gestione del rischio è la prima cosa da imparare quando si sceglie come investire. Come fare una corretta gestione del rischio e quali sono le dinamiche in gioco?

I rischi: come si valutano

In linea di principio, si possono definire due regole:

1. Ciò che scende deve salire e ciò che sale sta per scendere.

Quindi, si dovrebbe investire in titoli quando questi costano meno, ma non sempre questa è la strategia migliore. Infatti, si devono valutare altri fattori oltre alle fluttuazioni prima di investire.

2. Più si rischia, più si guadagna.

Più è alto il margine di rischio, più alto è il rendimento “promesso” dal titolo. In realtà, l’unica certezza senza un’adeguata analisi tecnica è che più alti sono i rischi, più c’è da perdere.

Investendo in titoli più sicuri, il rendimento è più basso, ma si riesce anche a tutelare il capitale investito, cosa che negli strumenti più volatili non è sempre possibile.

Ormai non solo nel Forex, ma anche il mercato borsistico è influenzato da situazioni estemporanee. Per esempio, basta che un politico o un AD di un’azienda dica una frase di troppo sui social network per far crollare un titolo e per bruciare il capitale investito.

Negli investimenti borsistici e nel trading online, è fondamentale capire che il capitale investito non deve essere risparmio vitale. Deve essere “denaro in più”, in modo che, in caso di perdita, non ci saranno reazioni negative nell’investitore, che deve sempre stare calmo per poter fare le adeguate valutazioni.

Come scoprire i rischi da valutare

Un primo elemento della valutazione è l’informazione. Per una corretta informazione e, quindi, una corretta gestione del rischio, si devono valutare:

  • Gli Stati, le loro scelte, le definizioni dei loro protagonisti e degli enti intorno a loro. Per esempio, se parla il Presidente Conte, il titolo di Stato italiano ne viene influenzato, ma succede lo stesso se a parlare è qualcuno della BCE o dell’UE, visto che l’Italia ne fa parte. Succede anche lo stesso se Paesi esteri autorevoli, come gli Stati Uniti, parlano dell’Italia. Ovviamente, il primo Paese da vedere è quello dove si trova l’azienda. In caso di multinazionali, ci si riferisce allo Stato dove si trova la sede centrale [rischi Alpha]
  • Le aziende dove si investe. Quali sono le strategie dell’azienda? Come sono divisi gli utili? Ci sono delle garanzie a tutela degli investitori o dei bilanci che si possono vedere? Quanti anni di attività ha l’azienda? Da quanti anni è in Borsa? [rischi Beta].

Qui si deve stare attenti, perché casi recenti di crack finanziari hanno dimostrato come le società siano in grado di “nascondere” eventuali problemi.

Un caso emblematico è stato quello di Huawei: quando Google ha deciso di non permettere all’azienda cinese di usare il sistema operativo Android, Huawei è crollata come titoli in Borsa.

Quando nel G20 si è trovato l’accordo, in più era uscita la notizia che Huawei aveva già il suo sistema operativo sostituitivo pronto, i titoli sono risaliti.

Gestione del rischio: esempi pratici per difendersi

Ci sono diverse strategie per difendersi. La prima cosa da fare è diversificare gli investimenti. Così, se un investimento non va a buon fine, si possono calmierare le perdite.

Se non si è degli esperti, è bene evitare le leve finanziarie, che possono far perdere più del capitale investito.

Un altro modo per difendersi è informarsi sui contratti di investimento che si fanno e tenersi costantemente aggiornati sulle notizie che riguardano gli Stati.

Con “informarsi”, si intende:

  • Verificare ogni singola riga in piccolo;
  • Capire se ci sono le coperture del capitale;
  • Chi è il responsabile per gli investimenti.

Quando si investe nel trading, la responsabilità è solo di chi investe e le piattaforme non garantiscono rimborsi.

Una strategia ottimizzata: il pair trade

Il “Pair Trade” è un doppio investimento. Si sfruttano le correlazioni tra titoli.

Così come gli Stati si influenzano tra loro, anche i titoli si influenzano a vicenda e ci sono delle correlazioni che si possono sfruttare. Per esempio, attraverso un’analisi tecnica, si scopre che quando sale il titolo di un’azienda, scende quello di un’altra.

Queste correlazioni si notano sui grafici. Ora, queste correlazioni vanno verificata con l’analisi di entrambe le aziende. Altrimenti, si rischia di investire nel vuoto.

Per ottenere il rendimento, si investe sulla differenza di prezzo tra i titoli. Per ottenere di più, si possono sfruttare le posizioni short e long. Si può scegliere, quindi, di puntare per più tempo su un titolo e per meno tempo su un altro, per ottenere un rendimento anche se entrambi i titoli sono in perdita.

L’investimento è sulla differenza, non sull’aumento dei titoli! Per avere un rendimento sicuro, però, il titolo in posizione long deve salire e l’altro scendere, oppure sia il titolo in long che quello in short devono scendere.

Come guadagnare dal Pair Trade

Per una corretta gestione del rischio con il Pair Trade:

  • le aziende devono essere dello stesso settore. Per esempio, Facebook e Twitter (considerate come società);
  • la dimensione delle posizioni deve essere uguale (non il numero di titoli acquistati);
  • la correlazione deve avere un valore superiore a “0” (“0” indica che non c’è correlazione tra i titoli presi in considerazione).

La correlazione si può verificare sulle piattaforme di trading, andando su: “Correlazione” presente nella funzione “Tutti gli indicatori”. In più, si dovrebbe vedere il valore dello “Spread Quot”, ovvero quello della differenza di prezzo.

Per aiutarsi, si può usare l’andamento del trade, che può essere:

  • di divergenza. Mostra chiaramente il titolo che in short va in ribasso e il titolo correlato che in long aumenta, sia a livello storico che attuale;
  • di convergenza. Mostra chiaramente i titoli che storicamente sono collegati tra loro.

Per ottenere il rendimento, le azioni possibili sono:

  • acquistare il titolo che salirà e vendere il titolo che peggiorerà;
  • usare le opzioni: Call per la posizione long e Put per la posizione short;
  • acquistare CFD per il titolo che sale e vendere CFD per il titolo che scende;
  • usare warrant: Buy Call per la posizione long e Buy Put per la posizione short;
  • acquistare Turbo: Bull per la posizione long e Bear per la posizione short.

Ognuna di queste azioni ha dei vantaggi e degli svantaggi, che vanno valutati caso per caso per la corretta gestione del rischio. Il modo più semplice per uscire dal trade è verificare quando c’è un’inversione, oppure, in caso di trade di convergenza, quando l’andamento storico cambia all’improvviso.

Copywriter freelance, si occupa di notizie di economia da 8 anni. Per lei, avere una mente finanziaria è il miglior modo per miglirare la vita di tutti i giorni.

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