La pensione rimane quel traguardo economico a fine del proprio percorso professionale. L’età pensionabile quindi vuole essere compensativa degli anni trascorsi nell’impegno produttivo, a lungo termine. Vediamo quando si può profilare in alcuni casi la sua erogazione può essere anticipata. Ad esempio tale eventualità può venirsi a manifestare nel caso in cui il lavoratore dipendente, abbia assunto contestualmente allo svolgimento del proprio lavoro, anche il ruolo di caregiver. Il contesto dell’assistenza dovrà perfezionarsi nei riguardi di un familiare con handicap.
A tal proposito la normativa previdenziale ha messo in conto delle agevolazioni rivolte nello specifico a coloro che assistono un familiare, che abbia il riconoscimento della legge 104. un’agevolazione pensionistico che intende supportare il gravoso compito dell’assistenza domiciliare.
Quando è possibile avvalersi della pensione anticipata
Nello specifico sono 2 le strade che il lavoratore dipendente può intraprendere, per vedersi riconosciuta in anticipo, la propria pensione:
- La quota 41
- L’APE sociale
Quota 41: cos’è e come è regolamentata
Quota 41 è la formula che consente ai lavoratori dipendenti di andare in anticipo in pensione. È una possibilità pensionistica ad appannaggio di coloro che abbiano svolto nella loro storia lavorativa, professioni cosiddette usuranti. L’altra eventualità si manifesta nel momento in cui il lavoratore che vada a presentare una riduzione della propria capacità lavorativa, con un’invalidità civile pari o superiore al 74%.
L’INPS a tal riguardo rende noto che sono necessari 12 mesi di contributi versati, prima del compimento del 19 esimo anno di età, e 41 anni di contribuzione. Da tenere presente che ogni anno di ulteriore anticipo pensionistico, vede la decurtazione dalla pensione mensile, di un importo pari a €50. Una penalizzazione che arriva a toccare il -27% per chi è ormai a un passo dalla pensione (almeno 5 anni). sarà bene quindi mettere in conto tutte le dovute riflessioni del momento, per non vedere andari vanificati anni di lavoro e sacrifici.
Quindi alla quota 41 possono accedere quei lavoratori dipendenti e autonomi, che prestino la loro assistenza ad un familiare convivente, affetto da handicap grave (Legge art. 104, del 1992). E’ bene ricordare contestualmente anche che il lavoratore dipendente che offre la propria assistenza ad un proprio familiare affetto da disabilità, ha diritto a:
- Il congedo parentale straordinario: trattasi di un permesso regolarmente retribuito erogato dall’INPS, di cui è possibile avvalersi per un periodo massimo di tempo pari a 24 mesi. La sua erogazione rimane comunque valida ai fini della maturazione pensionistica.
Ape sociale: cos’è e quali i meccanismi che la regolano
Altra possibilità di vedere anticipata la pensione si profila per tutti coloro che hanno compiuto almeno 63 anni. I contributi versati devono ammontare a 30 anni. In caso di assistenza domiciliare nei confronti di un familiare affetto da handicap grave, i mesi di tale incarico devono essere almeno 6. Così facendo si potranno vedere scattare i benefici pensionistici previsti dalla normativa in essere.
Queste sono le due opzioni a supporto di coloro che assolvono l’incarico di cargiven nei confronti di propri familiari conviventi, affetti da handicap grave.
Resta sempre attuabile la presentazione di istanza per la pensione anticipata ordinaria, con i requisiti richiesti di norma ai lavoratori dipendenti, e in forma autonoma.



















