Patto di Stabilità, Draghi: “Non pensiamo al debito, regole da cambiare”

Mario Draghi sul Patto di Stabilità: "Non è il momento di pensare al debito"
Mario Draghi sul Patto di Stabilità: "Non è il momento di pensare al debito"

Le regole del Patto di Stabilità andranno probabilmente riscritte secondo il premier, Mario Draghi, alla luce della recessione che sta colpendo tutti i Paesi europei a causa della pandemia

Il Patto di Stabilità e le sue regole non sono al momento una priorità. E’ questo il parere del presidente del Consiglio, Mario Draghi. Nella conferenza stampa a margine della presentazione del Dl Sostegni, Draghi ha spiegato che a suo parere non è questo il momento di pensare al debito dei Paesi membri. L’economia è in recessione in tutta Europa e di conseguenza per uscire dalla crisi tutti i Paesi dovranno aumentare il debito, almeno in questa fase. Draghi auspica quindi una modifica alle regole del Patto di Stabilità.

Patto di Stabilità: regole cambieranno secondo Draghi

“Questo è un anno in cui non si chiedono soldi, si danno soldi” ha dichiarato Draghi. “Quando si è in un’economia che è sostanzialmente in recessione, circondata da altre economie che sono in recessione per colpa della pandemia, a causa della pandemia, non è questo il momento di pensare al Patto di stabilità: le regole del patto di stabilità verranno discusse e mi pare difficile restino uguali dopo quello che è successo, la situazione che si è creata. Non è questo il momento in cui guardare al debito, verrà il momento ma non è questo…Tutti i Paesi stanno aumentando il debito: la Germania, la Francia, questa è la politica economica da fare oggi” ha aggiunto Draghi.

Le norme del Patto di Stabilità stabiliscono per i Paesi membri europei la soglia del deficit/PIL al di sotto del 3% e la soglia del debito/PIL inferiore al 60%: regole sospese a fronte dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Si tornerà a parlare di Patto di Stabilità forse a fine 2022 ma come suggerisce lo stesso Draghi per allora probabilmente le regole saranno già state riscritte e l’austerità che ha caratterizzato le precedenti norme sarà superata forse da una politica più espansiva per aiutare gli Stati europei, e l’Italia, ad uscire dalla crisi.