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Netflix, Facebook e Amazon contro l’emergenza: come le major hanno reagito al Coronavirus

Netflix, Facebook e Amazon contro l’emergenza: come le major hanno reagito al Coronavirus

Boom di richieste, ma anche di costi. Come le major affronteranno il prossimo trimestre? Netflix, Facebook e Amazon contro l’emergenza

Netflix, Facebook e Amazon contro l’emergenza. Non è tutto oro quello che luccica. Certamente, con il lockdown generalizzato che ha coinvolto la quasi totalità del mondo, nel rispetto delle norme anti Covid-19, si potrebbe facilmente pensare che i giganti della tecnologia abbiano giovato della situazione, incrementando esponenzialmente i fatturati. Ma i costi?

Ecco, dunque, che le più grandi aziende del settore non pubblicano previsioni per il prossimo trimestre e nell’elenco dei fattori di rischio inviato alla Sec, compare la “pandemia“.

Netflix, Facebook e Amazon contro l’emergenza. Netflix bene, ma le produzioni sono in ritardo

Netflix, come facilmente prevedibile, ha registrato 15,7 milioni di utenti in più e un fatturato del +27%. Le casse della compagnia, inoltre, sono finalmente in positivo, grazie allo stop causa Coronavirus alle sue costose produzioni e al conseguente ritardo di numerosi pagamenti che avrebbero dovuto essere effettuati in questo periodo.

Sembra, quindi, che la compagnia abbia giovato della situazione, se non fosse per il ritardo accumulato nel lancio di nuovi film e serie tv. La speranza è che “vista l’ampia libreria di titoli, ci possa essere [ndr] un impatto minore sulla soddisfazione degli utenti rispetto alla concorrenza”. Nulla è certo, però, e ci vorrà tempo per poterlo affermare con sicurezza.

Amazon alle prese con i costi per la sicurezza

Netflix, Facebook e Amazon contro l’emergenza. Anche per Amazon si potrebbe pensare che sia stato un periodo d’affari d’oro. Tuttavia, molto più che le altre case, quella di Jeff Bezos ha dovuto affrontare costi in sicurezza, adeguamenti, assunzioni e logistica pari a miliardi di dollari.

Per rispondere alla domanda in impennata, sono state assunte 175 mila persone, sono state aumentate le paghe orarie e sono stati sostenuti costi per sanificazione e dispositivi di protezione. La compagnia annuncia che nel prossimo trimestre dovrà spendere circa 4 miliardi di dollari per l’adeguamento alle norme anti Covid. Una cifra mastodontica che brucerà il margine del trimestre, che dovrebbe aggirarsi attorno ai 1,5 miliardi.

Costi davvero pesanti che hanno inevitabilmente inciso sul fatturato del primo trimestre 2020, cresciuto del 26%. I costi operativi, infatti, hanno sfiorato soglia 30%, mentre quelli legati alla logistica sono aumentati di un terzo.

Facebook: utenti più attivi, ma meno investimenti

Fatturato in crescita, trimestrale solida, seppur rallentata, e un utile raddoppiato grazie al taglio alle spese di marketing, viaggi ed eventi. Facebook sembra passarsela bene. Il titolo ha viaggiato sicuro grazie agli utenti attivi, quasi 3 miliardi, che hanno trascorso molto più tempo sul social network, rispetto al periodo precedente, complice il lockdown.

Un lato positivo che va a controbilanciare la riduzione degli investimenti pubblicitari che, comunque, sembra essersi stabilizzata nelle prime settimane di aprile. Anche qui, però, vige l’incertezza.

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