Conto cointestato: cosa sapere prima di aprirlo

Conto cointestato in una coppia stabile vuol dire riuscire ad abbattere i costi bancari. Vediamo cosa è bene sapere prima di apporre le firme.
conto cointestato
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Conto cointestato spesso si rivela essere una buona idea per abbattere le spese bancarie in una coppia. Vediamo quali sono gli aspetti da tenere presente, prima di apporre le firme in banca.

Come procedere per l’apertura di un conto insieme

Sentimenti e conto in banca non sempre vanno d’accordo. Spesso è proprio sul piano finanziario che possono nascere dissapori, e controversie. Specialmente in caso di separazione della coppia, le problematiche possono scaturire in vere e proprie battaglie senza fine. Senza però voler prendere in considerazione solo l’aspetto negativo, avere un conto bancario cointestato presuppone una grande stabilità e complicità tra i due. Vediamo come procedere.

Conto cointestato: come funziona

Tra gli aspetti importanti da tenere a mente è quello riguardante la firma che può definirsi congiunta o disgiunta. In ogni eventualità entrambi i cointestatari del conto avranno diritto ad una quota parte delle giacenze finanziarie.

Con la prima possibilità si rende necessaria la presenza di entrambi per poter operare ogni genere di attività come: emissione di assegni, prelievo o disposizioni di bonifici bancari. La seconda opzione invece lascerà entrambi i cointestatari, liberi di agire, in ambito del conto.

Conto cointestato e matrimonio: quando iniziano i problemi

Nella maggior parte dei casi il conto cointestato bancario viene a profilarsi quando vi è la presenza di coppie regolarmente sposate. L’aver sancito ufficialmente la propria unione civile, dovrebbe psicologicamente almeno, mettere al riparo da stravolgimenti di vita la coppia. Purtroppo si può verificare che si arrivi invece ad un divorzio.

In questo caso tra i due bisognerà arrivare ad un accordo, per definire la chiusura del conto cointestato. Di norma le somme presente sul conto in banca vanno ripartite al 50% tra i due. Certo è che il percorso che si inerpica in Tribunale, Corte di Cassazione e Giudici, potrà pronunciarsi in caso di contesti particolari. Iter legali complessi e molto lunghi, riescono poi a definire anche le situazioni più complesse.

È il caso ad esempio che uno dei due coniugi possa dimostrare il volume effettivo delle somme presenti sul conto cointestato quale risultato del proprio lavoro, per vedersi riconosciute le somme spettanti.

Decesso di una delle parti

Nel caso in cui venga a mancare un cointestatario del conto e la firma fosse disgiunta, c’è da a spettarsi che la quota spettante al defunto venga immediatamente bloccata. Tale importo andrebbe così in eredità, seguendo le disposizioni testamentarie. Se invece la firma è congiunta, l’altro intestatario non potrà più operare su quel conto, fino a quando non saranno definiti i termini della successione.

Conto cointestato: cosa accade in caso di pignoramento

Altra eventualità che potrebbe presentarsi, è quella di un pignoramento del conto cointestato. Nel caso in cui uno dei due cointestatari avesse una procedura esecutiva a suo carico, il creditore potrà rivalersi su un importo pari al 50% del fondo presente sul conto cointestato.

Nel caso in cui non si vada a raggiungere quanto richiesto dal creditore, il detentore del credito potrà agire sulle somme che entreranno a seguito della cifra prelevata. I fondi già presenti sul conto cointestato, rimarrebbero comunque intoccabili.

Tale eventualità si potrebbe verificare solo dopo che sia stato notificato al debitore: il titolo esecutivo, l’atto di precetto, e l’atto di pignoramento.

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