Commissione UE: ecco cos’è “sostenibile”

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La commissione UE ha stabilito i nuovi criteri che consentano alle attività e alle economie di definirsi realmente “sostenibili”. Ecco tutti i dettagli e i requisiti per diventarlo.

La parola “sostenibile” è stata utilizzata a fini commerciali e pubblicitari. Oggi la commissione UE indica in una bozza finale sulla Tassonomia che cosa vuol dire nel settore finanziario un’economia europea sostenibile.

Il nuovo documento è frutto di due anni di lavoro e sarà, secondo la commissione:

(…) una guida pratica per imprese e investitori su come investire in attività economiche che contribuiscono ad avere un’economia che non gli impatti sull’ambiente.

Per salvare il Pianeta con un’economia sostenibile ci vorranno 180 miliardi di euro all’anno e i fondi pubblici non basteranno. Infatti, saranno necessari investimenti di Finanza etica e sostenibile.

Le attività economiche sostenibili

Quali sono le attività che permettono di investire in questo settore? L’analisi è stata fatta su 67 attività economiche per 8 settori:

  • agricoltura, foresta e pesca;
  • acqua, fogna e sprechi;
  • manifatturiero;
  • elettricità, gas e fornitura di aria condizionata;
  • trasporti e stoccaggio;
  • costruzioni;
  • tecnologie per l’informazione e le comunicazioni (ICT).

Fino ad ora, si tratta di una bozza da parte della commissione UE, che dovrà essere approvato il prossimo Ottobre.

Obiettivi di questa nuova legge voluta dalla Commissione UE sono:

  • mitigare gli effetti del cambiamento climatico;
  • adattarsi ai nuovi cambiamenti;
  • usare in maniera sostenibile l’acqua e le risorse del mare;
  • la transizione verso un’economia circolare;
  • la riduzione degli sprechi;
  • il contenimento dell’inquinamento;
  • la tutela degli ecosistemi e il riciclo dei materiali.

Quindi, ogni attività economica è stata valutata in base all’impatto sul clima e alle possibilità di miglioramento.

La vera sorpresa è che, oltre agli impianti che utilizzano energia rinnovabile, ci sono anche attività come il cemento e l’acciaio. Queste attività non si potranno eliminare del tutto nei prossimi anni, però potranno inquinare sempre meno e, quindi, potranno avere un impatto positivo sul clima.

Oltre a questo, la legge si presenta come una guida pratica facile da usare, in modo che sia semplice verificare se un’azienda può essere definita sostenibile o no.

Come riconoscere questi investimenti

Basterà vedere se l’azienda ha degli obiettivi di sostenibilità. Come intende svilupparli? Deciderà di inquinare meno, oppure di utilizzare fonti rinnovabili? Ci saranno, quindi, requisiti specifici di tipo sociale ed etico.

Infatti, oltre a essere importanti, dal punto di vista dell’utilizzo delle risorse e dell’ambiente ci dovrà essere un impatto sociale positivo e una rete che rispetti la governance e la legalità dei rispettivi Paesi.

Questi titoli si chiameranno Ecolabel e saranno anche inseriti nel sito del Ministero dell’Ambiente.

In più, i titoli di queste attività saranno inseriti nei fondi di investimento e saranno quindi ben evidenti per chi intende investire in questo settore.

Annarita
Copywriter freelance, si occupa di notizie di economia da 8 anni. Per lei, avere una mente finanziaria è il miglior modo per miglirare la vita di tutti i giorni.