Unicredit: 6 mila esuberi e 450 filiali da chiudere

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Unicredit: calo del 55% delle operazioni in filiale, 6 mila esuberi e 450 filiali in chiusura

Un calo di 20,3 milioni di operazione in filiale rispetto al 2016, il 55% in meno rispetto al 2018: questi i numeri che hanno guidato Unicredit nel piano industriale al 2023. Previsti 6 mila esuberi e 450 filiali in chiusura.

Il numero di clienti che fa ricorso alle operazioni in sportello si è più che dimezzato negli ultimi anni, mentre sono notevolmente aumentate le operazioni web, toccando quota 300 milioni.

Questo constatazione è alla base di Team23, il piano industriale adottato dal gruppo di Jean Pierre Mustier che traghetterà il gruppo nel prossimo triennio. Per far fronte ai cambiamenti in atto, il gruppo bancario internazionale ha annunciato un totale di 8 mila esuberi, 6 mila dei quali solo in Italia.

Sileoni: “un comportamento inaccettabile”

Immediata la reazione dei sindacati che dovrebbero incontrarsi con i vertici Unicredit il prossimo venerdì 14 febbraio, mentre le trattative anche con Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono previste per venerdì 21 febbraio.

Unicredit continua ad avere un atteggiamento inaccettabile: l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier si illude di poterci squadernare un piano a scatola chiusa, di fatto senza discutere i numeri, tutti già cristallizzati nella lettera di avvio di procedura sul confronto che ci è arrivata” ha tuonato Lando Maria Sileoni, leader Fabi.

Piano messo in discussione anche da Fisac-Cgil, Uilca, First Cisl e Unisin Confsal, soprattutto alla luce della scelta di localizzare la maggior parte degli esuberi in Italia e dei costi sostenuti nell’annualità 2019 dal gruppo, che si attestano attorno ai 9,9 miliardi, a fronte del preventivato 10,6 miliardi.

Unicredit alla ricerca di “soluzioni condivise”

Unicredit si dice alla ricerca di “soluzioni condivise“. Scendendo nel dettaglio, infatti, 500 dei 6 mila esuberi sono “eccedenze di capacità produttiva” del piano industriale Transform 2019. Per i restanti 5.500 esuberi, si guarderà ai dipendenti che matureranno “il requisito pensionistico entro il 31 dicembre 2023”, inoltre si farà riferimento al Fondo di Solidarietà del settore bancario e ad “ulteriori forme di esodo, quali quota 100, opzione donna, riscatti di periodi non coperti da contribuzione”, si legge nella lettera.

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