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Prestito infruttifero tra privati: info per non sbagliare

Prestito infruttifero tra privati: info per non sbagliare

Prestito infruttifero, è legale? Ecco qualche informazione utile per non sbagliare

Un genitore che vuole aiutare un figlio, un socio in difficoltà che necessita di un aiuto, un aiuto tra conoscenti: sono tante le motivazioni per fare e ricevere un prestito infruttifero.

Bisogna, però, fare attenzione perché se non si seguono alcune regole ci si può ritrovare nei guai con il Fisco.

Prestito tra privati: è legale?

Iniziamo con il dire che il prestito tra privati è del tutto legale ai sensi dell’articolo 1138 del Codice civile: se non ci sono interessi (prestito infruttifero) non ci sono obblighi fiscali, se ci sono interessi (prestito fruttifero) va dichiarato negli “Altri redditi da capitale” nella dichiarazione fiscale.

La scrittura privata

Partendo dal presupposto che l’operazione che andiamo a fare è legale, come ci si può difendere da eventuali contestazioni del Fisco?

Dobbiamo seguire alcune semplici regole che ci diano la possibilità di dimostrare all’Agenzia delle Entrate che non stiamo facendo gli usurai né che stiamo violando le normative anti-riciclaggio.

Per prima cosa bisogna fare una scrittura privata in cui viene specificato che si tratta di un prestito infruttifero. Il documento deve contenere:

  • i soggetti che compiono l’operazione con i dati identificativi (nome e cognome, data di nascita, codice fiscale, residenza);
  • la somma che si va a prestare;
  • le modalità e i tempi di restituzione;
  • eventuali condizioni;
  • la causale del documento (cioè il prestito infruttifero);
  • data e luogo di firma;
  • firma in ogni pagina.

Data certa

Questa scrittura privata deve avere data certa e ci sono due metodi economici per ottenerla.

Il primo è spedire una raccomandata incrociata con la quale il soggetto che dà il denaro consegna la scrittura al ricevente; e il ricevente, una volta ottenuto il contratto firma e accetta la scrittura privata per poi rispedirla – sempre tramite raccomandata – al ricevente.

Perché è importante la data certa? Perché è un documento che, in caso di contestazione, potrà essere mostrato all’Agenzia delle Entrate per dimostrare la correttezza dell’operazione.

Pagamento tracciabile

Altro aspetto fondamentale: la tracciabilità dei passaggi di denaro. Lo Stato ha fissato un limite ai contanti (per ora 3000 euro, poi chissà), ma è consigliabile sempre usare il bonifico bancario – ovviamente con le giuste causali.

Bonifico bancario: causale corretta

Qual è la causale corretta di un bonifico per queste operazioni? Quella che contiene tutte le informazioni giuste per l’Agenzia delle Entrate.

La causale dovrà essere il più possibile completa. Per esempio, in caso di prestito infruttifero al figlio per l’acquisto di una macchina sarà:

Prestito infruttifero a mio figlio Tizio Caio del 01/01/2019 per acquisto auto

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