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Asset allocation come si fa e che cos’è?

Asset allocation come si fa e che cos’è?

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Come si investono i soldi? quale strategia è meglio usare per programmare un investimento? come si pianifica un asset allocation? che cos’è un asset allocation?

Soldi:“Pochi, maledetti ma subito”, oppure è “meglio soffrire per avere di più dopo un adeguato periodo di tempo?” questo è la domanda che si pongono tutti i risparmiatori.

La duplice questione su come e quanto investire è un tema aperto per molti investitori.

Nel corso della loro vita chi ha avuto esperienze negative, perdendo tutta o una parte del proprio investimento, ha deciso di evitare qualsiasi forma di rischio.

Ma questa scelta , evitare investimenti a rischio, è dettata dalle emozioni, non da un supporto razionale.

Il vero problema probabilmente non è stato quello di aver investito in uno strumento finanziario, quanto l’assoluta ignoranza in materia di chi ha fatto l’investimento. È anche probabile che quando si sono acquistati quei prodotti finanziari, non sia stata fatta alcuna programmazione dei risparmi.

Investimenti: Come si può determinare il rischio che possiamo sopportare?

Prima di tutto bisogna conoscere se stessi. Non è importante capire alla perfezione i movimenti dei mercati, né tanto meno anticiparli.

Ma come possiamo capire se siamo disposti a rischiare una parte del capitale per un certo periodo di tempo?

Un modo è quello di conoscere la nostra storia di investitori italiani. Non si può passare da investimenti del tutto tranquilli, immobili e titoli di stato, ad una asset allocation aggressiva senza una adeguata preparazione.

Inoltre, mentre ha un senso aumentare il rischio nella prima fase, come potrebbe fare un giovane investitore che ha di fronte a sé un lungo orizzonte temporale, diverso è se si ha un’età più avanzata.

Oltre l’età dell’investitore pesa anche la quantità di denaro da investire. Se si tratta di un capitale cospicuo è ovvio che bisogna alleggerire il portafoglio della parte più aggressiva.

Ma allora come dobbiamo comportarci rispetto al mondo del risparmio?

Per prima cosa bisogna informarsi e studiare almeno le basi del mondo del risparmio.

È noto come all’aumentare della scolarizzazione delle informazioni in proprio possesso aumenta la capacità di sopportare perdite momentanee di denaro.

In ogni caso, bisogna creare portafogli ben diversificati che abbiano varie tonalità di rischio: più alta se non si devono sostenere spese immediate e se si è più giovani e meno alta se si è più anziani e si desidera godere i frutti del capitale risparmiato e investito nella prima fase della vita.

Investimenti: Quali sono le fasi del risparmio della vita?

Il premio Nobel Franco Modigliani ha spiegato molto bene queste fasi.

La prima fase della vita, quando si è in casa con i genitori, si è solo consumatori e non si ha alcuna capacità di risparmio, quando si entra nel mondo del lavoro le entrate dovrebbero essere superiori alle uscite dando così origine ai risparmi e l’ultima fase quella in cui le uscite tornano a superare le entrate. Questa ultima risulta graficamente la più importante ecco perché a questa fase bisogna arrivarci pronti.

Una volta creata l’asset allocation (l’insieme degli strumenti finanziari di un portafoglio: fondi azionari, obbligazionari, fondi pensione, ETF) non serve a nulla osservarne giorno dopo giorno l’andamento del proprio portafoglio.

Le variazioni sulla propria asset allocation non andrebbero fatte in base ai cicli dei mercati, piuttosto si dovrebbero fare delle ‘manutenzioni’ una volta l’anno o in casi particolari per calibrarlo rispetto alle nuove esigenze e soprattutto per evitare il panico dei crolli di una parte del portafoglio.

Per evitare di andare nel panico è giusto avere una considerazione globale e non a scomparti del proprio portafoglio.

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Gianni Bandiera è un professionista, amante del mercato finanziario e esegue corsi di finanza etica.

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