Criptovalute: come funzionano e che cosa sono

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Le criptovalute sono nata a partire dalla blockchain, il nuovo paradigma tecnologico. Si sono rivelate, negli ultimi anni, la più grande novità del settore finanziario. Si tratta di un’applicazione basata sulle tecnologie digitali. In altre parole, si tratta di un mezzo di pagamento costituito da monete decentralizzate e virtuali e hanno completamente stravolto il concetto alla base della creazione di valore. Per questa ragione hanno più volte acceso diversi dibattiti. Alcuni le definiscono come oro digitale o bene di rifugio, mentre altri invece guardano alla loro volatilità e mostrano grande dubbio a riguardo. Ci sono poi coloro che, come Warren Buffet, le definiscono come se fossero “veleno per topi”.

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Criptovalute: che cosa sono

Si possono intendere le criptovalute come se siano delle monete digitali che, per garantire sicurezza, trasparenza e immutabilità delle operazioni, si servono della crittografia. Ogni transazione deve essere registrata in modo decentralizzato, senza che avvenga alcuna intermediazione da parte di istituti centralizzati, come ad esempio governi e banche. Secondo la definizione della Banca d’Italia, le cripto sono delle monete decentralizzate e digitali che si creano in internet. Questo costituiscono una rappresentazione di valore digitale e sono usate come mezzo di scambio., oppure, si possono tenere al fine di investirle nuovamente sul mercato. La differenza principale rispetto i tradizionali sistemi centralizzati è che questi ultimi coinvolgono gli intermediari. In questo modo è possibile garantire la regolarità delle transazioni: questo, molto spesso, influenza il valore della moneta. Le valute virtuali invece sono state pensate per evitare che tutto questo accada. Ecco che una loro peculiarità è quella di essere decentralizzata e, soprattutto, svincolate rispetto il controllo di istituzioni finanziarie e governi. Per questa ragione, molte persone fanno ancora fatica ad accettarle. Le cripto si trasferiscono attraverso la tecnologia peer-to-peer, p2p, in cui i nodi non sono gerarchizzati e quindi si equivalgono.

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Criptovalute: come funzionano

Dopo aver capito che cosa si intende per criptovaluta, bisogna avere chiaro sia come funzionano, sia i principi su cui si basano. La maggior parte delle monete virtuali, per definizione, hanno un’origine digitale. Provengono dal mining, un’operazione il cui termine deriva da gold mining, ovvero l’attività di estrazione dell’oro. Durante il processo, i computer risolvono problemi complessi di tipo matematico e, in cambio, riescono a generare le monete digitali. Gli utenti possono decidere di comprarle direttamente dai broker e inserirle, oppure spenderle attraverso i portafogli digitali.

La maggior parte delle cripto sono state pensate al fine di introdurre le nuove unità di moneta nel sistema. Al fine di evitare l’inflazione, ci sono però dei limiti quantitativi, altrimenti il loro valore si abbassa. Per quanto riguarda il Bitcoin, a esempio, si smetterà di produrre dopo che avrà superato un limite di 21 milioni di unità. L’attività di mining è un’attività libera, nel senso che qualsiasi persona è in grado di produrre cripto, stando però attenti ai limiti accennati qui sopra. Facendo svolgere alla macchina una serie di algoritmi specifici, il pagamento deve essere fatto, mentre si evita che il denaro possa essere pubblicato. Sennò, avviene la problematica della doppia spesa, chiamata in inglese double spending. In questo casa la valuta, anche se ha pagato il servizio, resta ugualmente dentro il portafogli dell’utente. In altre parole, si sdoppia.

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