Obbligazioni russe in valuta estera: la guerra le declassa a BB+

Obbligazioni russe ancora protagoniste a seguito della tragica situazione in Ucraina. Cerchiamo di comprendere cosa stia accadendo.
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Obbligazioni russe in valuta estera oggetto di un vertiginoso declassamento. Cerchiamo di meglio comprendere in che modo gli ultimi accadimenti bellici in Ucraina, stiano condizionando la Borsa e il mercato finanziario internazionale.

Obbligazioni russe paragonate a carta straccia: come è potuto accadere

Nelle ultime ore una delle più famose agenzie di rating S&P, ha dato l’annuncio del declassamento dei bond russi in valuta estera. Le obbligazioni in valuta estera sono così passate nell’arco di poche ore ad essere classificate da BBB-  a BB+. I bond in valuta locale invece da BBB a BBB-. Di certo le valutazioni dei titoli russi non si fermeranno in queste ore, ma l’istituto ha annunciato di volersi riservare la possibilità di andare a declassare ulteriormente i titoli del debito russo, nelle settimane a seguire.

Di certo per avere un quadro completo sulla situazione dell’economia e della finanza internazionale che si potrebbe andare a definire sotto il cielo di Mosca, bisognerà attendere diverse settimane. Solo così ci si potrà rendere effettivamente conto dell’impatto della guerra ucraina, sull’economia russa.

Obbligazioni russe oggetto di pesanti sanzioni internazionali: cosa sta succedendo

La risposta da parte del mondo finanziario internazionale in merito all’attacco all’Ucraina, non si è fatta di certo attendere. Le obbligazioni russe sono nell’occhio del ciclone e su di loro pesano importanti sanzioni. Gli Stati Uniti d’America vieteranno l’acquisto di titoli sul mercato secondario, che siano emessi dal Governo di Mosca, già a partire dal prossimo 1° marzo 2022.

Gli fa eco l’Unione Europea che dal canto suo porrà un divieto anche per l’acquisto dei titoli emessi dalla banca centrale e ogni altro organismo, che operi per conto del Governo russo. Le pesanti sanzioni in questo caso scatteranno con decorrenza dal 14° giorno, successivo all’entrata in vigore delle sanzioni internazionali.

Cosa non sarà oggetto di embargo

Alla luce delle recenti dichiarazioni ecco quindi che le obbligazioni russe già emesse sul mercato secondario, non sono oggetto di restrizioni e divieti. Pertanto tali titoli potranno proseguire ad essere oggetto di contrattazioni sia dagli investitori europei, che americani. Ciò potrà proseguire in maniera del tutto normale, fin quando non saranno messe in atto nuove forme restrittive.

C’è da dire inoltre che per quanto riguarda il debito acquistato all’atto dell’emissione del Governo, questi era stato già messo al bando dagli Stati Uniti d’America. A tal riguardo è opinione degli esperti di settore, che le nuove restrizioni che si stanno mettendo sul tavolo a fronte della guerra in Ucraina, possano avere delle ripercussioni alquanto limitate.

Rialzi inattesi sui mercati, dopo un primo crollo

Sarà proprio a causa delle ultime considerazioni che le obbligazioni russe dopo aver fatto registrare una caduta in picchiata nella seduta di venerdì scorsa, stanno già reagendo. I bond russi in valuta estera a 20 anni promossa in dollari, da quota 90,25 era scesa fino a 50 cent. Nella giornata successiva ecco arrivare un rialzo a 70 cent con impennata del 40%.

Troviamo ulteriori ragioni che invitano ad un cauto ottimismo a tal riguardo. I bon russi in valuta estera ammontano a 33 miliardi di dollari pari al 2% del PIL. La banca centrale russa può vantare su riserve di valuta pari a 630 miliardi. Di questi 140 miliardi di oro e ancora cento miliardi in dollari. Inoltre a quanto pare la Russia dispone di un fondo sovrano in cui siano presenti asset pari al 12% del PIL relativo al III  trimestre del 2021.

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