Maltempo: quando e come richiedere il risarcimento danni

Maltempo ed eventi atmosferici violenti possono provocare ingenti danni. Vediamo come poter avanzare richiesta di risarcimento, e quando il Comune ripaga i cittadini.
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Il maltempo quando si manifesta in maniera violenta provoca ingenti danni a persone o cose. In alcuni casi alla forza avversa della natura si deve aggiungere purtroppo una errata gestione del patrimonio pubblico. La mancanza di un’adeguata manutenzione ordinaria degli spazi pubblici può fare la differenza, in caso di maltempo. Vediamo quando le amministrazioni comunali vengono chiamate in causa nelle conseguenze, e nei danni provocati dagli eventi naturali.

Quando il Comune paga i danni

Il Codice Civile italiano ha una precisa regolamentazione riguardante la responsabilità delle Amministrazioni Locali, in merito ai danni derivanti dal maltempo. Il Comune viene esentato da tale aggravio solo in caso di catastrofi naturali non prevedibili, e di grave entità non considerata.

Pertanto è lecito dedurre che il cittadino possa avanzare istanza di risarcimento danni derivanti dal maltempo, nei confronti dell’amministrazione comunale di riferimento. Vediamo quando si profilano le circostanze idonee per avanzare richiesta del pagamento dei danni subiti.

Nell’articolo 2021 del Codice Civile si evince: “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”. Quindi il Comune è riconosciuto dalla legge italiana quale custode dei beni pubblici come case e spazi comuni.

Di conseguenza le amministrazioni comunali sono tenute a d attuare una efficace manutenzione e gestione del patrimonio pubblico. Tale responsabilità sui danni del maltempo viene però a decadere in caso di eventi naturali di eccezionale entità, e non prevedibili.

Come richiedere i danni derivanti dal maltempo al Comune

Il malcapitato dovrà documentare immediatamente con foto il danno subìto. Lo scorrere del tempo in caso di neve o ghiaccio altera la situazione ad esempio. Inoltre occorre avvalersi di testimonianze che possano avvalorare il danno subito con la loro presenza al momento dell’episodio. Ci si potrà avvalere anche del verbale dei Vigili Urbani o della Polizia in caso di richiesta di intervento per il maltempo e il danno arrecato a cose o persone.

Nel caso che l’oggetto della richiesta danni non sia un bene ma una persona, bisognerà affidarsi al personale medico specializzato, e produrre la documentazione che attesti un danno fisico.

Tutta la documentazione dovrà essere inoltrata a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, al Comune di riferimento con la dicitura in oggetto: richiesta di risarcimento per danni causati da calamità naturale.

Da tenere presente che sarà vagliato anche il comportamento del richiedente che talvolta potrebbe aver assunto un comportamento poco prudente o azzardato. In questo caso andrebbe a decadere la richiesta di risarcimento danni da parte del cittadino richiedente.

Quando il comune non paga

Vi sono casi in cui i danni derivanti dal maltempo non sempre sono risarcibili dal Comune dove si manifesta il danneggiamento. Ad esempio in caso di caduta su una lastra di ghiaccio la Corte di Cassazione si è espressa esonerando il Comune se la lastra era visibile, o se questa poteva essere evitata dal malcapitato.

Altro esempio di esonero di risarcimento da parte del Comune è in caso di danni da grandine all’autovettura. In questo caso entra in gioco la copertura assicurativa dell’autovettura per cui è sempre consigliabile durante le allerte meteo per fenomeni intensi riparare la vettura in garage o, in mancanza, coprirla con un telo antigrandine.

Infine anche i danni provocati da pioggia e allagamenti se riferiti a evento non prevedibile per la sua entità e non per mancata manutenzione degli spazi pubblici, non sono riconducibili all’amministrazione comunale.

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