Recovery Foud, Mes: cosa può succedere nel 2021?

Next Generation UE, il tavoli del Consiglio Europeo hanno  raggiunto gli accordi riguradanti la riforma del Mes, Recovery Fund, quali sono gli scenari?

Venerdì si è concluso il consiglio europeo tanto atteso dall’Italia; sui tavoli gli argomenti trattati sono stati tre importanti temi: Recovery Fund, riforma del Mes e Brexit.

E’ stato un tavolo molto importante quello che si è tenuto venerdì scorso, tutti i temi trattati hanno puntato gli occhi sul futuro e hanno iniziato a ad affrontare i problemi di oggi . L’Europa, durante la pandemia, ha dovuto far vedere agli occhi del mondo di cosa è in grado di fare.

Il premier Conte ha sottolineato con entusiaso la coesione degli stati membri e la volontà di offrire un aiuto reciproco. L’Europa, nonostante alcuni intoppi, è riuscita a non cedere agli egoismi di alcuni paesi, anche perché se così fosse stato, sarebbe giunta la fine del sogno europeo.

Recovery Fund: l’accordo da 750 MLD è stato raggiunto.

L’accordo del Recovery Fund tanto desiderato è stato raggiunto. Giuseppe Conte può ora tornarsene a casa vittorioso. Il Next Generation UE ha dato il via libera a un fiume di soldi da utilizzare per pianificare la ripresa degli stati europei più colpiti dal Covid-19.  L’Europa ha messo sul tavolo ben 750 Miliardi di euro da investire principalmente in innovazione e transizione digitale e green, oltre a puntare su temi altrettanto importanti come la sanità e la ricerca scientifica.

Questi fondi sono stati divisi tra i vari paesi europei e sono stati investiti al fine di raggiungere la ripresa economica degli stati, dopo la pensante recessione subita dalla pandemia di Coronavirus. I soldi sono quindi pronti per essere investiti nelle economia reale.

Recovery Fund: 209 Miliardi di euro per l’Italia.

Il premier Giuseppe Conte è riuscito a portare a casa la fetta più consistente del Recovery Fund, i soldi dovranno essere spesi seguendo le linee guida del Recovery Plan.

Il premier Conte ha parlato di un consiglio europeo che definisce “storico” grazie all’accordo raggiunto sul piano del bilancio pluriennale, inoltre l’eccezionalità dell’accordo è dovuta anche al non dover toccare il regolamento sulla condizionalità del bilancio legata allo Stato di diritto.

Polonia e Ungheria, erano gli stati che volevano apporre il veto al Recovery Fund, sono state invece costrette a cambiare idea grazie alla forzature della cancelliera Angela Merkel. L’Europa stava comunque pensando di introdurre lo strumento del Recovery Fund limitato a 25 Stati membri.

Ora Bisogna aspettare solo l’arrivo dei primi fondi che verranno stanziati già nella prima parte del 2021.

Ora l’Italia dovrà iniziare le ratifiche per poter spendere in modo efficiente e veloce i soldi che arriveranno dall’Europa senza perdere tempo. Il tempo in questo caso è importante in quanto, più tempo trascorre più lo strumento perde forza.

L’Italia sta già facendo i programmi per il 2021 e ulteriori ritardi potrebbero portare a scostamenti di bilancio 2021 e un ulteriore aumento del debito pubblico.

Mes: il consiglio europeo

Sul tavolo si è discusso anche dello strumento del MES; Il MES è l’acronimo di Meccanismo Europeo di Stabilità, sostanzialmente è un prestito che l’Europa concede a un paese a fronte di interessi.  Il MES era inizialmente nato come strumento per aiutare i paesi in difficoltà finanziarie a fronte di un controllo diretto dei conti dello stato da parte dell’unione europea che richiedeva tagli all’interno del governo che faceva richiesta del prestito.

Il MES grazie agli aggiornamenti subiti ove sono state rimosse tolte tutte le parti scomode per gli stati, dovrebbe divenire uno strumento efficace in grado di sopperire ai problemi legati dalla speculazione finanziaria e da possibili default delle banche.

Brexit: il no deal è più vicino

I leader europei non hanno potuto non parlare della Brexit.  I negoziati sono diventati nuovamente complessi da gestire, anche per merito della Francia che ha ribadito che le condizioni erano troppo morbide.

Boris Johnson e Ursula Von der Leyen hanno trattato ma ancora non sono riusciti a trovare una quadra su temi come la concorrenza e pesca. 

Le trattative si teme che dureranno ancora per un po’.  

Laureata in Economia Aziendale e Management, appassionata di economia e finanza e amante della lettura.
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