Draghi, il nuovo Dpcm prevede scuole chiuse e dad in zone rosse o ad alto rischio

Draghi con il nuovo DPCM chiude le scuole nelle zone rosse ma anche nelle Regioni arancioni si terrà sotto controllo la soglia dei 250 casi ogni 100 mila abitanti.

Il primo Dpcm del Governo Draghi sull’emergenza Covid-19 è stato ufficializzato in una conferenza stampa che ha visto assente il Premier, Mario Draghi, sostituito dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, e dalla Ministra degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini. Il tema più importante, la scuola, è stato oggi al centro di una serie di incontri della cabina di regia e tra Governo e Regioni.

Alla conferenza stampa di oggi a Palazzo Chigi hanno partecipato anche Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, e Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Il nuovo Dpcm entrerà in vigore il 6 marzo ed è frutto “di un confronto con il Parlamento, con le Regioni e con il Cts” ha spiegato Speranza.

La Variante Inglese

La variante inglese “ha una particolare capacità di penetrazione nelle fasce più giovani e per questo motivo con il parere del Cts abbiamo deciso che in area rossa chiuderanno le scuole di ogni ordine e grado e si passerà in Dad. Lo stesso avverrà in quei territori con 250 contagi ogni 100mila abitanti”, ha aggiunto. Il principio che ha guidato l’esecutivo nella stesura del nuovo dpcm è rimasto quello della “tutela della Salute”: secondo Speranza per far ripartire l’Italia “bisogna vincere la battaglia sanitaria”. L’ultimo studio dell’Iss ha accertato la presenza della variante inglese al 54%, seguita da quella brasiliana (4%) e dalla sudafricana (0,4%).

Una scelta “condivisa con gli enti locali”, ha dichiarato Gelmini. Resta il divieto di spostamento tra le regioni fino al 27 marzo. “Come richiesto dalle regioni eventuali cambi di fascia scatteranno non più dal weekend ma dal lunedì, per salvaguardare commercianti e gestori dalle perdite”, ha aggiunto, annunciando un tavolo tecnico per rivedere i 21 parametri che sanciscono l’assegnazione dei colori alle regioni. “Dal 27 marzo sarà possibile tornare a visitare musei e luoghi della cultura a fronte di una prenotazione on line”, ha aggiunto la Ministra.